Guardi Alfano, e pensi che Lombroso avrà pure avuto torto, quando pensava di ricavare responsi scientificamente inattaccabili dall’analisi fisiognomica di un individuo, però...
Il nostro ministro pro-tempore alla Giustizia, scosso nel profondo dalla decisione del GIP di Milano di procedere con rito immediato nei confronti del principale, si è abbandonato a una fluviale esternazione, appellandosi, nell’ordine, alla sovranità del parlamento, alla volontà popolare e alla presunzione di innocenza. Tre argomenti che soltanto in questa Italia ammalata di berlusconismo possono essere evocati senza scandalo in una discussione che, comunque la si pensi, ha un punto di partenza molto meno nobile: un caso di prostituzione minorile seguita da concussione.Ma Alfano è Alfano. Fatta la doverosa premessa che le teorie lombrosiane non hanno fondamento scientifico - e dunque le disapproviamo - è fin troppo facile pensare che uno così certe sottili distinzioni non sia in grado di capirle.
La colpa - diceva Lombroso - è della regressione filogenetica, che in alcuni individui porta alla prevalenza dell’istinto sul ragionamento, e li costringe a cercare la soddisfazione immediata senza badare alle conseguenze sociali delle proprie azioni. Sull’istinto tutto torna: che Alfano abbia il riflesso condizionato di difendere sempre e comunque il principale è cosa evidente. Resta qualche dubbio sulla soddisfazione immediata. Ma si sa, tutti i gusti sono gusti.


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