mercoledì 16 febbraio 2011

Mi piace Rosy Bindi


E’ intelligente. Ha studiato. Parla con proprietà di linguaggio. Rappresenta bene quella larga parte di italiani che non si sono lasciati affascinare dal miraggio dello sviluppo per lo sviluppo, e contestano l’idea  che il libero mercato, da solo, possa risolvere tutti i problemi.  Non presta il fianco ad accuse di anticlericalismo, ma nello stesso tempo ha ben chiare le  differenze tra stato e chiesa, e non ha paura di esporle. Quando ha avuto responsabilità di governo le ha affrontate con la giusta dose di pragmatismo, senza abdicare ai principi. La sua opposizione alle sconcezze berlusconiane è sempre stata netta e decisa.
Per tutti questi motivi Rosy Bindi è da tempo la mia candidata ideale per la guida del centro-sinistra, e mi ha fatto piacere che un politico molto diverso da lei  come Nichi Vendola abbia avuto il coraggio di  proporla come leader della coalizione per le  prossime elezioni politiche. Le rabbiose reazioni di molte mezze calzette del PD, e l’imbarazzo del segretario Bersani, come al solito alle prese con le divisioni interne del partito, dimostrano che la proposta non è poi così peregrina. E che potrebbe piacere a molti anche in quell’area del non voto più che mai decisiva in qualsiasi confronto elettorale.

4 commenti:

  1. Condivido e sottoscrivo. Così potrei anche votare PD!!!
    Meo

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  2. era persino riuscita a trovare un compromesso con la melandri sulla fecondazione assistita!!!!!!!

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  3. Ciao Battista da Giorgio Pala!!
    Condivido pienamente con te che Rosy Bindi potrebbe scardinare almeno in parte le vecchie logiche ed introdurre una vera spinta nuova ,
    la stimo e la voterei subito,
    ma la vecchia guardia ha paura di perdere troppe posizioni e questo e' proprio il segno che sarebbe la persona giusta, potrebbe secondo me raccogliere anche dei consensi fuori della sinistra.
    ( in tanto mi consolo con gli scacchi , domani comincio un altro torneo! ai precedenti ho anche battuto qualche maestro!)

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  4. Però, benché mi sia molesto il populismo delle Jene, da vicepresidente della Camera neanche sapeva cosa fosse successo il 17 marzo 1861...

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