Vogliamo per una volta dare buone notizie? Sono soltanto due, ma di questi tempi bisogna sapersi accontentare. La prima è che Cesare Geronzi è stato cacciato dalla presidenza delle Generali, una dei pochi gruppi finanziari italiani capaci di mantenere una relativa autonomia dagli appetiti della politica. Geronzi a Trieste era arrivato da meno di un anno, dopo una carriera nel segno delle elargizioni a pioggia a tutti quelli che a Roma contavano qualcosa, e alcuni incidenti di percorso con la magistratura. Probabilmente non era in linea con le asburgiche tradizioni locali. E non è certo un caso che il suo allontanamento sia stato salutato in borsa con un rialzo del titolo di quasi il cinque per cento.
La seconda riguarda l’avvocato leghista Matteo Brigandì. Anche lui, dopo una altalenante carriera politica e qualche disavventura giudiziaria, ha trovato una ottima sistemazione come membro laico del consiglio superiore della magistratura, dove peraltro è riuscito a farsi indagare per una fuga di notizie sugli amori giovanili del procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini. Nell’attesa di capire come finirà questa inchiesta, ci consoliamo con la proposta del plenum del consiglio di considerarlo decaduto dall’incarico: al momento della elezione era incompatibile perché amministratore di una società della Lega. Poca cosa, e purtroppo non definitiva, visto che il voto conclusivo sulla intricata vicenda è stato rinviato. Però è consolante pensare che in questo paese ci sia ancora qualcuno deciso a rispettare le regole. Perché le parole magiche, le uniche che potrebbero farci uscire dagli incubi quotidiani proposti dalle cronache, sono proprio queste: rispettare le regole.
Se avessimo rispettato le regole, e soprattutto se avessimo trattato come meritano quelli che non lo hanno fatto, ci saremmo da tempo liberati da una bella fetta di mostri, a destra come a sinistra. Qualcuno, esauriti i cavilli, sarebbe forse in galera. Qualcuno altro forse si vergognerebbe. Un nome a caso? Una conduttrice televisiva dal nome pesante come Rita Dalla Chiesa, che, dopo aver spacciato per terremotata a qualche milione di spettatori una figurante pagata per parlar bene di Berlusconi, riesce ancora a lamentarsi degli insulti ricevuti. E per tutti gli altri? Oggi sono di ottimo umore, e dunque mi sento buono. Mi accontenterei di un giusto oblio.

Rispettare le regole: il principio su cui si basa ogni comunità umana. Il punto è: ci sono ancora delle regole condivise - mi riferisco non alle leggi scritte ma alla mentalitù diffusa - a cui richiamarsi o sono state erose fino a trasformarle in simulacri????
RispondiEliminaGrazie battista per questa bella riflessione!!!
"Però è consolante pensare che in questo paese ci sia ancora qualcuno deciso a rispettare le regole."
RispondiEliminaParlami del CSM? Lo stesso CSM che sta tenendo in carica il consigliere togato Borraccetti nonostante una sentenza del Tar Lazio gli abbia dato torto dicendo che deve tornare da dove è venuto?
Bello rispettare le regole con il solito doppiopesismo.
Mah...
Buona notizia confermata. Brigandì non fa più parte del CSM, per decisione definitiva e a larga maggioranza del plenum del consiglio. Quanto al commento anonimo precedente - chissà perché anonimo ? - faccio notare che nella vicenda Borraccetti lo stesso plenum ha deciso di appellarsi contro la decisione del TAR, come è consentito dalla legge. Non è la stessa cosa.
RispondiEliminaAnonimo perché la sottoscritta non sa come funziona, non credo sia un crimine essere negata.
RispondiEliminaIn ogni caso mettiamo pure il caso che quella di Borraccetti sia diversa, ma la vicenda Palombarini? Come si commenta? Per due volte il Consiglio di Stato ha annullato per irregolarità la nomina di Palombarini a procuratore generale aggiunto della Corte di Cassazione, ma il CSM continua a infischiarsene. In ogni caso non entro nel merito della vicenda Brigandì, dico solo che anche loro rispettano le regole quando vogliono.
Se si ascoltano le registrazioni del plenum che si trovano facilmente in internet si possono sentire assurde gistificazioni per alcuni loro colleghi che hanno lasciato in cella innocenti o hanno scarcerato criminali perché "in fondo questa dimenticanza è un singolo episodio negli ultimi quattro anni". Io sarò una stupida venticinquenne che non capisce nulla della giustizia e della sua amministrazione, ma non mi piace chi amministra la giustizia così. Berlusconi è un idiota ma la citazione di De Toqueville che ha fatto è sacrosanta, perché l'unione di potere e giustizia potrebbe farci ripiombare nei periodi più scuri della storia.