domenica 22 maggio 2011

Se la conosci la eviti


Comunque finisca il ballottaggio, il grande risultato di Giuliano Pisapia a Milano ha molto da insegnare al centro sinistra italiano, a partire dalle primarie vere che hanno portato alla sua candidatura. Ma deve far riflettere anche quello che sta facendo  in questi giorni il centro destra, impegnato del disperato tentativo di recuperare lo svantaggio. 
Promesse mirabolanti, dall’abolizione delle multe allo spostamento al nord dei ministeri. Spericolati voltafaccia come l’annunciata abolizione dell’ecopass appena introdotto. Denigrazione sistematica dell’avversario, accusato di sognare una città in mano agli zingari e ai centri sociali. Il tutto facilitato da enormi  investimenti pubblicitari e da una occupazione degli spazi televisivi così spudorata da provocare reazioni anche negli osservatori più cauti.
L’obiettivo è chiaro. Come dimostrano le precedenti esperienze - penso alla presidenza RAI, ai ruoli manageriali nei gruppi Murdoch e Carlyle e alla guida del  ministero della pubblica istruzione - difficilmente Letizia Moratti riesce a conservare a lungo il posto di lavoro. E questo vale anche per il comune di Milano, dove la signora si è giocata in pochi anni l’appoggio degli elettori più consapevoli. “Se la conosci la eviti”, potrebbe dire qualche malalingua. Ma, per l’appunto, questo vale soltanto per gli elettori più consapevoli. Ed è agli altri  che guarda in questi giorni il centro destra: non agli indecisi, e neppure  ai disillusi della politica, ma più semplicemente ai non interessati, che non vogliono o non sono in grado di capire i più elementari meccanismi del nostro vivere insieme, e molto spesso ne sono le prime vittime. Persone facilmente suggestionabili, che non leggono i giornali e non sanno più distinguere  le illusioni della televisione commerciale dalla realtà.
Ricordate  il consiglio che Silvio Berlusconi dava ai manager di Publitalia alla vigilia della sua discesa in campo nel 1994? La  maggioranza degli italiani ha appena la licenza elementare, ed è a loro che dovete rivolgervi, non per convincerli, ma per vendere il “prodotto” Forza Italia. In questi giorni a Milano va in scena la versione riveduta e corretta  di quel consiglio, resa purtroppo più efficace da diciassette anni di pratica.  Può darsi che sia troppo tardi, e che il salvataggio del “prodotto” Moratti sia una impresa impossibile anche per il migliore dei pubblicitari. 
Ma Milano, per quanto importante, è soltanto una battaglia in una guerra elettorale che si preannuncia lunga e senza esclusione di colpi.

giovedì 5 maggio 2011

Peccato che sia del PD


Serata familiare, cercando in rete programmi e interviste dei candidati sindaco di Torino. Fassino pare avviato a una vittoria sicura, dunque si potrebbe  scegliere liberi dalla paura di un Cota-bis. Per chi in questi anni non ha apprezzato molte prese di posizione del PD, le amministrative potrebbero essere l’occasione, relativamente indolore, per segnalare un disagio troppo a lungo inespresso a causa del ricatto del voto utile. 
Ma più la ricerca va avanti, più crescono i dubbi per la pochezza delle alternative. Alcune forze, come Sinistra Ecologia e Libertà, hanno rinunciato ad esprimerne una dopo il miope catenaccio dei dirigenti locali del partito, poco propensi a favorire l’ascesa di nomi autorevoli, ma non allineati. I  grillini  si sono affidati a un certo  Vittorio Bertola, che si autodefinisce “uno dei pochi italiani noti a livello internazionale nel campo delle tecnologie informatiche e dei nuovi linguaggi del web”. Purtroppo è la madre lingua che gli manca, come si evince da un claudicante video, zeppo di tagli mal fatti che griderebbero vendetta nell’ultima delle televisioni di quartiere. Decisamente più sciolto, nonostante i reiterati e fallimentari tentativi di finire l’università raccontati  in una succinta autobiografia, il candidato sindaco  della  Federazione della Sinistra e di Sinistra Critica Juri Bossuto. Però queste due  sigle sono una sicura garanzia di scelte suicide e rovinose scissioni.  Alberto Musy, che corre per il Nuovo Polo, non ispira. Sarà pure un’ottima persona, ma ha avuto la pessima idea di farsi fotografare in compagnia di Pierferdinando Casini. Che dire infine  della candidata del movimento  Coscienza Comune, Rossana Beccarelli? Potrebbe forse destare qualche simpatia in quanto unica  donna in lizza per la poltrona di sindaco, ma lascia un po’ perplessi quando scende nel concreto e spiega sorridente su Youtube di essere l’unica in grado di congiungere la terra e il cielo. Inoltre sostiene che la sinistra è morta, mentre io mi sento ancora piuttosto bene.
Che fare dunque? Fassino è lì, in alto a sinistra sulla scheda.  Ha notoriamente un pessimo carattere, ma anche una buona conoscenza della città e dei meccanismi della politica, e una indiscussa capacità di lavoro. Peccato che sia del PD.