Comunque finisca il ballottaggio, il grande risultato di Giuliano Pisapia a Milano ha molto da insegnare al centro sinistra italiano, a partire dalle primarie vere che hanno portato alla sua candidatura. Ma deve far riflettere anche quello che sta facendo in questi giorni il centro destra, impegnato del disperato tentativo di recuperare lo svantaggio.
Promesse mirabolanti, dall’abolizione delle multe allo spostamento al nord dei ministeri. Spericolati voltafaccia come l’annunciata abolizione dell’ecopass appena introdotto. Denigrazione sistematica dell’avversario, accusato di sognare una città in mano agli zingari e ai centri sociali. Il tutto facilitato da enormi investimenti pubblicitari e da una occupazione degli spazi televisivi così spudorata da provocare reazioni anche negli osservatori più cauti.L’obiettivo è chiaro. Come dimostrano le precedenti esperienze - penso alla presidenza RAI, ai ruoli manageriali nei gruppi Murdoch e Carlyle e alla guida del ministero della pubblica istruzione - difficilmente Letizia Moratti riesce a conservare a lungo il posto di lavoro. E questo vale anche per il comune di Milano, dove la signora si è giocata in pochi anni l’appoggio degli elettori più consapevoli. “Se la conosci la eviti”, potrebbe dire qualche malalingua. Ma, per l’appunto, questo vale soltanto per gli elettori più consapevoli. Ed è agli altri che guarda in questi giorni il centro destra: non agli indecisi, e neppure ai disillusi della politica, ma più semplicemente ai non interessati, che non vogliono o non sono in grado di capire i più elementari meccanismi del nostro vivere insieme, e molto spesso ne sono le prime vittime. Persone facilmente suggestionabili, che non leggono i giornali e non sanno più distinguere le illusioni della televisione commerciale dalla realtà.
Ricordate il consiglio che Silvio Berlusconi dava ai manager di Publitalia alla vigilia della sua discesa in campo nel 1994? La maggioranza degli italiani ha appena la licenza elementare, ed è a loro che dovete rivolgervi, non per convincerli, ma per vendere il “prodotto” Forza Italia. In questi giorni a Milano va in scena la versione riveduta e corretta di quel consiglio, resa purtroppo più efficace da diciassette anni di pratica. Può darsi che sia troppo tardi, e che il salvataggio del “prodotto” Moratti sia una impresa impossibile anche per il migliore dei pubblicitari.
Ma Milano, per quanto importante, è soltanto una battaglia in una guerra elettorale che si preannuncia lunga e senza esclusione di colpi.

