Che la televisione rincoglionisca è un dato di fatto. I motivi sono tanti, e quello principale è che la vogliono così a destra, al centro e purtroppo anche a sinistra, dove qualcuno comincia ad accarezzare l’idea di tornare al governo. Però ci dovrebbe essere un limite a tutto.
La nera, per esempio. Storie che in altri tempi avrebbero tenuto banco al massimo per tre giorni ci perseguitano per mesi e mesi. Improbabili personaggi con lo sguardo bovino e la grammatica zoppicante invadono tutte le edizioni dei telegiornali. I sospettati per raccontare le loro contradditorie verità, gli investigatori per ridicoli aggiornamenti su indagini dove testimoni e possibili moventi diventano meno importanti dell’ultimo peluzzo raccolto dai carabinieri del Ris, sempre – chissà perché - in camice bianco. Intanto, nei salotti dei talk show, esperti accuratamente selezionati fanno a gara a chi le spara più grosse, dimentichi non soltanto della logica, ma anche dei fatti.Il caso di Melania Rea fa scuola. La poveretta è stata assassinata a colpi di coltello in una pineta, molto probabilmente dal marito, che proprio in questi giorni, dopo mesi di siparietti mediatici, è stato arrestato. Ci voleva tanto? Che avesse un’ amante era noto. Che volesse liberarsi della moglie anche. Se a questo aggiungiamo i suoi inverosimili racconti - siamo andati a fare un pic nic, lei si è allontanata per un bisognino ed è scomparsa - l’alibi inesistente, i maldestri tentativi di cancellare i messaggi compromettenti lasciati in rete, c’e’ davvero da chiedersi perché una vicenda chiarissima fin dal primo momento abbia avuto tanto spazio.
Del resto, non è la prima volta che una storia senza storia appassiona il paese. Impossibile dimenticare la Franzoni, madre esaurita e, come a volte accade, assassina. Tra indagini, processi e appelli la signora è stata una presenza costante nei palinsesti televisivi degli ultimi anni. Per via della sacrosanta detenzione oggi è un po’ meno assidua, anche se non mancano periodiche inchieste sulla sua vita di detenuta modello. Ma prima o poi godrà dei benefici di legge, e potete essere certi che Vespa e gli altri non se la faranno scappare.
Del delitto di Avetrana non val la pena di parlare, anche perché la vicenda della famiglia Messeri non ha più nulla a che fare con la cronaca. E' un format televisivo, dove molti dei protagonisti sono stati addirittura scritturati da un noto network privato, e sono diventati presenze fisse nelle sue trasmissioni.
E allora? Urge un patto, una sorta di convenzione di Ginevra, che fissi, almeno sulla carta, i limiti insuperabili della indecenza televisiva, la nuova arma di un nuovo tipo di guerra. Giusto per poter dire che almeno ci abbiamo provato, e nella piena consapevolezza che, come nel caso della convenzione vera, non servirà a nulla.
E allora? Urge un patto, una sorta di convenzione di Ginevra, che fissi, almeno sulla carta, i limiti insuperabili della indecenza televisiva, la nuova arma di un nuovo tipo di guerra. Giusto per poter dire che almeno ci abbiamo provato, e nella piena consapevolezza che, come nel caso della convenzione vera, non servirà a nulla.

