giovedì 1 marzo 2012

Montagne promessa di futuro



Il mio carissimo amico Roberto Mantovani, giornalista, scrittore e storico direttore de La Rivista della Montagna, ha appena messo on line un sito interamente dedicato alle terre alte: www.segnavia54.com
La filosofia di questa nuova impresa editoriale, condivisa da una piccola redazione che spera di allargarsi e di crescere in un fecondo rapporto con i lettori, è riassunta nell'editoriale di presentazione. Eccolo qui.



Apre i battenti un nuovo sito ispirato alla montagna: Segnavia54. Perché si chiama così? Ve lo spiegheremo un’altra volta, quando saremo entrati in confidenza. Per ora diciamo che questo luogo d’incontro virtuale cercherà di funzionare come un laboratorio di idee, progetti e intuizioni.

Qualcuno, durante i lavori di costruzione del sito, ha parlato di alambicco. L’immagine ci è piaciuta. Anche perché Segnavia54 funzionerà proprio come un alambicco. Come un marchingegno capace di distillare riflessioni e pensieri che s’intrecciano intorno al mondo delle altezze, l’orizzonte a cui facciamo riferimento.
Non vi proponiamo dunque un sito generalista sulla montagna. E nemmeno ci interessa infilarci nel mainstream dell’informazione cercando di bruciare sul tempo amici e concorrenti con l’ultimissima notizia acchiappata al volo. Ciò che ci proponiamo è provare a capire cosa sta succedendo intorno, dentro e lungo le pendici delle terre alte. Sforzarci per decifrare il nocciolo di fatti, eventi e problemi che si nascondono tra i contrafforti del nostro skyline, che è nel contempo reale e immaginario.
La montagna che abbiamo in mente – fondatori del sito, redattori e collaboratori – racchiude l’intero mondo verticale in tutte le sue declinazioni, dall’alpinismo all’arrampicata, dalle passeggiate al trekking, dallo sci alle ciaspole alle cascate di ghiaccio. Ma comprende anche la vita e il lavoro nelle valli, i mestieri tradizionali e le nuove tecnologie, i cambiamenti nel tessuto sociale, nell’economia e nel popolamento di paesi e borgate abbarbicate sui pendii o adagiate tra le pieghe del paesaggio orografico. E poi c’è la cultura: quella che permea le comunità che abitano Alpi e Appennini e quella che circola nel mondo urbano e che, rispetto alla montagna, è capace di specchiarsi, riflettere e confrontarsi. E infine ci sono le storie. Le storie che nascono ovunque, nei luoghi in cui l’uomo riesce ancora a incontrare il cuore selvaggio della montagna e a costruirsi la propria casa.
Di una cosa, tuttavia siamo certi: per scelta e per inclinazione sapremo stare lontani dal gossip e dalle località alla moda, dalle passerelle dei vip e dalle vetrine che spacciano suggestioni e atmosfere costruite dagli alchimisti del marketing.
Con il vostro aiuto, ma anche con i vostri consigli e le vostre critiche, ogni giorno, tutte le settimane dell’anno, cercheremo di alimentare la caldaia del nostro alambicco. Vi riporremo miscele e sostanze raccolte nel nostro girovagare per valloni e sentieri, alpeggi e paesi, creste, boschi e cime, convinti che il processo chimico di raffinazione operato dall’alambicco sia il modo migliore per tornare all’essenza delle cose, avvicinarne il vero significato e ampliare la conoscenza di un mondo che non è solo un luogo dell’anima, ma anche una promessa di futuro.

1 commento:

  1. Grazie per la segnalazione, e complimenti a Roberto Mantovani e ai suoi redattori: il prodotto è bellissimo!

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